• 19 ottobre 2018 – Inaugurazione biblioteca ad Ascoli Piceno

    Inaugurazione biblioteca ad Ascoli Piceno

    Sono state inaugurate il 19 ottobre scorso   la biblioteca interattiva e l’aula informatica dell’Istituto Scolastico  Cantalamessa  di Campo Parignano, un quartiere di Ascoli Piceno.

    La Preside dell’Istituto, dott.ssa Silvia Giorgi, ha spiegato alla stampa che “si tratta di una biblioteca munita di nuove tecnologie: lim, computer e stampanti. Verrà utilizzata come luogo per laboratori e concorsi di scrittura, laboratori di lettura, cineforum, e scambi culturali con altre scuole. Ma anche dai ragazzi per fare compiti, doposcuola, attività ricreative, e ci sarà un’area riservata agli audiolibri e ai testi per alunni in difficoltà. I ragazzi saranno  non solo fruitori ma anche responsabili, impareranno a gestire il prestito bibliotecario e a caricare i nuovi libri che arriveranno”

    La notizia che ho riportato non sarebbe una notizia particolarmente significativa se non fosse per un dettaglio che, a prima vista, sembra di scarso rilievo, ma che,invece, è di grande importanza.

    Il dettaglio che va ripreso e sottolineato è che la biblioteca è stata intitolata, sulla scelta dei ragazzi, a Peppino Impastato, il giornalista e attivista noto per le sue denunce contro le attività mafiose e prematuramente scomparso il 9 maggio 1978, a Cinisi in Sicilia a causa del suo barbaro assassinio compiuto dalla mafia.

    E’ significativo che l’intitolazione della biblioteca ad un martire della mafia, la cui scomparsa è avvenuta, ormai parecchi anni fa, sia avvenuta, come precisato dalla Preside, Silvia Giorgi, su scelta dei ragazzi.

    L’uccisione volontaria di un essere umano, compiuta per motivi abbietti e in modo efferato e a tradimento va sempre condannata, ma, nel caso di Peppino Impastato, è ancora più esecrabile perché si tratta di un omicidio di stampo mafioso.

    Il suo ricordo è vivo nella memoria di ciascuno di noi ed è tenuto in vita anche grazie all’appassionata e commovente abnegazione del fratello Giovanni che, ora, da solo, in passato con la madre Felicia ora scomparsa, gira l’Italia perché non si dimentichino i valori di correttezza e di giustizia cui si ispirava Peppino.

    Ora, è benaugurante per il futuro della lotta contro qualsiasi forma di illegalità ed in particolare di quella di stampo mafioso che i giovani studenti di una scuola abbiano acquisito consapevolezza dell’efferatezza dell’azione   che ha portato alla scomparsa di una giovane vita ed abbiano deciso di ricordarne il martirio con il semplice, ma apprezzabile gesto, di dedicare a Peppino Impastato una biblioteca della loro scuola.

    La lotta contro le mafie e contro qualsiasi forma di illegalità si fa anche con questi gesti semplici, ma significativi, soprattutto se compiuti da giovani studenti. I giovani, se opportunamente guidati, sanno impressionarci con i loro gesti perché essi costituiscono i custodi del nostro futuro e sono la più duratura garanzia del contrasto contro il malaffare da qualsiasi fonte provenga.

     

    Caterina Viola                                                                               23 ottobre 2018

     

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